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Inseguendo un filo logico 2

INSEGUENDO UN FILO LOGICO

 

 

Nel passato appuntamento, ci eravamo preposti di estendere il discorso intrapreso . Non perdiamo tempo e addentriamoci subito nell’analisi delle varie problematiche . Gettando un ponte di collegamento con quanto riferito precedente incontro , riguardo alla tenuta delle trecce . Una credenza ben radicata  è quella di pensare che tra due finali in HPPE , sia da preferire, per la maggior qualità, quello di diametro più sottile . Questo non è del tutto veritiero nel senso che la treccia con diametro superiore diventa una scelta sensata e in un certo qual modo obbligata ,qualora dovessimo aver bisogno di una maggiore resistenza all’abrasione e di più alte caratteristiche anti-groviglio. Analizziamo adesso un aspetto che merita una visione un po’ più approfondita, ed è sicuramente quello legato alla galleggiabilità che molte trecce possono avere. Questo handicap è insito direttamente nella struttura dei filati , non consentendo all’acqua di penetrare in ogni punto di essi , in questa situazione si vengono a formare delle micro bollicine d’aria che sono le principali imputate del fenomeno . Non a caso la maggior parte delle case produttrici dichiarano per la maggioranza dei loro filati , un comportamento all’immersione , ad assetto neutro; in effetti vedremo che basterà ben poco per contrastare e risolvere definitivamente il fenomeno. Ai fini pratici sott’acqua accade che quel tratto compreso tra piombo e innesco , coperto dal nostro finale, se non adeguatamente accudito , si trasformerà in punto critico facilmente individuabile anche da  carpe poco smaliziate , in quanto se non perfettamente disteso sul fondo ma sospeso a forma d’onda,risulta essere un elemento che disturba il pesce nella misura in cui lo stesso non lo riconosca come elemento naturalmente presente o addirittura come “presenza” innaturale legata a negative esperienze. Il rapporto tra effetto “looping” (così si denomina il fenomeno del galleggiamento nel finale ) e mimetismo vanno di pari passo  nel senso che un finale appoggiato al fondo è molto meno visibile di uno che fluttua a mezz’acqua, a tal proposito ricordo benissimo le esperienze della “passata” e della differenza che intercorreva  tra l’uso di uno 0,12 e uno 0,08 ,ciò voleva dire , ai fini pratici , catturare o non catturare , porto questo paragone perchè penso che nella nostra disciplina ,classificabile senza dubbio come “pesca a fondo” ,le cose non cambino poi molto , a dimostrare ciò vi sono cavedani da oltre due kg che cadono inesorabilmente su finali da 25Lb , la cosa che fa riflettere è che sono gli stessi pesci che quando avevo le “braghette” corte si schifavano davanti ai miei bigattini sospesi su di uno 0,10 !!. Ho sempre sospettato che la carpa adoperi la vista per mangiare molto meno di quanto non si possa immaginare e con questa affermazione sono certo di essermi tirato addosso l’ira di un sacco di “bastian contrari”,ma  attenzione , non mi permetterei mai di dire che l’aspetto puramente mimetico non sia importante anzi consiglierei di curarlo nei minimi dettagli , ci terrei però esporre garbatamente il mio parere che consiste nel sostenere che il disturbo più grande deriva dal fatto che la carpa , giunta in prossimità dell’inganno, possa venire in contatto con il nostro terminale , l’ ipotesi fa avanzare il sospetto che il pesce una volta individuato tramite contatto con una parte molto sensibile del proprio corpo (ad esempio il muso dove fanno capo molte delle terminazioni nervose) un corpo estraneo, non naturalmente presente nel mondo sommerso , questo porti ad una irrimediabile reazione che si manifesta con una fuga istantanea del pesce. Per simili analogie i back-lead sono ,a mio avviso , una delle più efficaci e sensate scoperte nella moderna pesca alla carpa . Siatene certi ,il vostro finale ben disteso sul fondo e con una colorazione che non contrasti con la tonalità dello stesso , è un’arma di persuasione perfettamente carica, pronta a colpire... Anche se diverse case di produzione propongano nella loro linea dei trecciati affondanti ad esempio Gravity plus di Hutchinson o Merlin di Kryston , anche se esistono lead-core con anima in piombo , perfettamente affondanti , è bene conoscere il sistema più facile ed efficace per trasformare la moltitudine di materiali che il mercato propone in ottimi finali che affondano perfettamente. Posso anticipatamente ed in modo sicuro tranquillamente affermare che sia da sconsigliare l’uso di pallini di piombo , perche’ per quanto piccoli e teneri sono ragione di rottura specie in acque correnti dove il terminale e’ sottoposto a movimento e trova nel pallino un punto di abrasione che è sensato non dare.  Il prodotto specificatamente studiato per tale evenienza si chiama Drop-em ! di Kryston, si tratta di una pasta al tungsteno , dall’alto peso specifico ,molto malleabile ed adesiva , applicata avvolgendola in piccolissime dosi in due o tre punti giusti direttamente su qualsiasi finale ad assetto neutro , “incollerà”lo stesso al fondo facendolo “sparire”. Sulla base dei concetti appena espressi e per completare il quadro della situazione,possiamo far entrare in campo il discorso legato alle lunghezze nei finali. Misure che vanno dai 20 ai 30 cm che possiamo considerare come standard , possono coprire la più alta percentuale di situazioni, “tagli” più lunghi (40/60 cm) molto utili ad esempio in situazioni di pesce in stato d’allerta così come nella pesca in corrente , dove per dare più mobilità all’innesco , spesso schiacciato contro il fondo dall’impeto dell’acqua , quando trovano un impiego sensato montature con l’elastico (bengi-interline la prossima settimana)  dobbiamo ricordare che maggiore è la lunghezza quanto più alto dovrà essere il nostro grado di attenzione nel contrastare il fenomeno di looping. In questo contesto è utile affrontare pure il segmento dei compositi (es.Snake/Mantis) per i quali una scuola di pensiero che prevede per materiali con una certa rigidità , delle misure ridotte (10-15 cm) questo per un fattore di istantaneità nell’auto aggancio. Penso invece che tagli maxi (40/60 cm) eseguiti con questi materiali possano trovare un ottimo impiego beneficiando soprattutto delle indubbie qualità anti groviglio dei suddetti. E’ scontato che il primo irrinunciabile parametro al quale rapportarci nella scelta della misura del terminale sarà la distanza di lancio per la quale sfortunatamente non sono ancora previsti materiali che possano venire scagliati a distanze miracolose senza il beneficio dell’immunità al groviglio, in questo senso però il futuro ci riserverà ancora sorprese...Per il momento , dove consentito, una barca affidabile e un giubbetto salvagente indossato sono quanto di meglio possiamo pretendere. Ricordiamo ora i lead-core che egregiamente offrono una affondabilità superba ma possono presentare dei limiti , in quanto possiedono una marcata rigidità, motivo per il quale si può manifestare una limitata aderenza data dalla scarsa planarità del fondale. Hanno dalla loro un alto potere anti-tangle, caratteristica che li fa preferire in concomitanza con il long-range che prevede lunghi lanci dalla sponda. I nuovi evolutivi materiali compositi quali Snake bite/skin o Super Mantis ,risultano ad assetto neutro ma per la loro innata rigidità si stendono senza problemi, anche per loro , come mi faceva notare il sempre attento Roby Schiavinato con un fondo ciottoloso piuttosto che fangoso possiamo vedere vanificati i nostri sforzi atti ad ottenere una valida presentazione. Rimane fondamentale il metodo di stoccaggio dei finali pronti all’uso ; con l’aiuto degli appositi astucci che le più complete linee di buffetteria propongono avremo modo di riporre i nostri lavori in maniera lineare in quanto uno stoccaggio diverso inficia direttamente sulla presentazione ,ciò accade per la presenza di una certa memoria che i suddetti materiali posseggono. Queste nuove proposte hanno dalla loro parecchi vantaggi : una composizione a due materie , quali una treccia ricoperta da una guaina in materiale plastico asportabile a piacere , fanno di questi terminali , ottimi strumenti per innovative soluzioni in campo rig . Superba immagine alle mie parole è un D-rig super funzionale e di pratica preparazione e ancora un “rig-aligner”  ottenuto tramite spellatura calcolata in giusta misura all’uscita dell’occhiello dell’amo , tutto ciò mantenendo inalterata l’irrinunciabile naturale mobilità dell’innesco ,acquisita  sfruttando le doti di morbidezza della treccia sottostante ,volutamente esposta nell’ultimo tratto di 2/4 cm. La percentuale di grovigli viene abbattuta drasticamente come si riducono le probalità che il nostro innesco possa venire messo fuori uso dai ripetuti attacchi in preda a “delirius tremens” di pesci gatto , gamberi,scardole ecc.ecc. alle volte addirittura artefici di quei misteriosi nodi che appaiono sul terminale e tanto pericolosi per il buon fine di una cattura. Sempre in tema di nodi , è utile ricordare che questi materiali abbisognano di legature che lascino un’asola aperta e bloccata , la cosa migliore ,in questo caso è di andare a risfogliare Carpfishing n°27 dove troveremo un pezzo “enciclopedico” di Ripamonti che scioglierà tutti i nodi ...pardon , dubbi ! La “pelle” della quale sono ricoperte le trecce in questi finali può offrire anche protezione , questo può succedere quando si pesca in acque con forte corrente , dove i  terminali sono sottoposti ad un continuo movimento, che a breve termine , specie su fondali particolarmente duri ed abrasivi tende a sfilacciare il filato che così dovrà venire sostituito con maggiore frequenza . La copertura presente negli Snake o Mantis Preserva e dona affidabilità ai nostri terminali. Ultimamente anche proposti in versione Gold , color marrone-dorato , con il tradizionale verde erba ,riescono a coprire la quasi totalità delle situazioni dal punto di vista del mimetismo , la scelta da questo punto di vista potrà comunque sensatamente ricadere sulla moltitudine di trecce che il mercato offre. Per quanto concerne le ultime , gli amanti della perfezione mimetica troveranno quello che più li soddisfa , ricordando che per avvicinare i colori della natura è possibile tingere i filati (quelli chiari tipo Supersilk) in modo naturale , tenendoli in ammollo nel tè o nel caffè per una notte intera. Il fatto di aggiungere un tubicino di silicone lungo 3/5cm con 1,5 di diametro ,infilato sulla girella di attacco del terminale funge da coadiuvante nell’allontanare il groviglio durante il lancio così come nella posa dei terminali dalla barca agevolando una discesa meno rischiosa . Questi pochi ragguagli maturati in molte ore di dedizione pratica, non pretendono certo di far cambiare le vostre  buone abitudini , servono solo per aiutare a capire fino a che punto possa essere determinante la scelta ai fini del risultato , questo  riguarda anche l’esca, il settore, il carpfishing , tutta la pesca , ciò che noi facciamo segna il nostro destino di pescatori ... Prima di tutto uomini !