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Dolcificante, si, no, quando?

DOLCIFICANTE...SI, NO, QUANDO?

Primo articolo che nasce da una domanda posta in diretta durante la live del mercoledì sera alle ore 21 sul canale Youtube (NON SEI ISCRITTO AL CANALE? è gratis, iscriviti, clicca la campanella e verrai avvisato quando ci sono le live e nuovi video, clicca qui). Le domande più interessanti divengono poi articoli sul blog dedicati all'argomento. Eccoci quindi a parlare di un ingrediente (o per meglio dire più ingredienti) proposti da tutte le aziende top del carpfishing negli anni'90, la golden era della moderna pesca alla carpa! Sulla fine degli anni '80 vi fu molto fermento imprenditoriale e diversi pescatori divenuti famosi, imbastirono le basi per quelle che sarebbero state le aziende di maggior successo del settore, per questo motivo, da uno sviluppo amatoriale guidato solo dalle esperienze in pesca, si iniziarono a cercare collaborazioni con esperti in mangimistica, nutrizione animale (pesci nello specifico) e chimici, che potessero determinare nuove sostanze o stimoli in grado di creare prodotti sempre più efficaci. Naturalmente non c'erano studi specifici nella pesca e si dovette attingere alla chimica universitaria ed alla ricerca in campo mangimistico, applicata ad animali da reddito, anche mammiferi. Normalmente, si individuavano prodotti di interesse che poi venivano provati in pesca grazie a questa "nuova" figura collaborativa rappresentata dai "testers" sponsorizzati dalle varie aziende. Lo stesso Fred Wilton, inventore della boilie (se non sai come è nata la boilie leggilo cliccando qui) usava negli anni '70 la vitamina C come attrattore, perchè aveva visto un documentario televisivo dell BBC che parlava di come in australia avessero attirato i conigli selvatici in trappole (per contenere la popolazione in esubero) usando esche con vitamina C che risultava essere molto attrattiva perchè scarsa in natura, così il buon Fred fece le sue prove e si rese conto che effettivamente offriva una marcia in più nelle esche , essendo anche tremendamente solubile in acqua. Per il capitolo dolcificanti si dovettero attendere le prime esche commerciali di Richworth, ma ci si era già resi conto (era risaputo) che miele e zucchero favorissero il consumo delle esche. In mangimistica ci si era già accorti da tempo che la percezione del dolce viene naturalmente riconosciuta dagli animali come potenziale fonte di zuccheri, ovvero energia facilmente bio disponibile. Io faccio sempre l'esempio dei miei cani che pur essendo carnivori e non avendo mai mangiato nulla di dolce, si avvicinano immediatamente e fiduciosi ad un dito immerso nel miele, nella melassa o nello zucchero (anche per i sotto prodotti della fermentazione, ma questo è un altro affare...). Miele e glucosio erano difficilmente compatibili con i processi di rullatura industriali e dovevano essere usati in grosse quantità per rendere le esche più appetibili e dolci, quindi l'azienda si rivolse al già famosissimo settore degli edulcoranti (la saccarina è stata isolata nel 1878 e già durante la prima guerra mondiale abbondantemente usata per sostituire lo zucchero che scarseggiava). All'epoca c'era disponibilità di saccarina, ciclamati, aspartame, acesulfame e di una nuova molecola scoperta da un chimico Inglese e commercializzata dagli anni '70 dall'azienda inglese Tate e Lyle che la chiamò Talina...si tratta della thaumatina.

Richworth iniziò a fare testing con varie tipologie ed in breve, con test di pesca lunghi e serrati, i tecnici e pescatori si accorsero che la Thaumatina aveva effettivamente un ruolo attivo alzando statisticamente l'appetibilità delle esche. Molti anni più tardi, test specifici in vasca avrebbero effettivamernte dimostrato che la Thaumatina è effettivamente il dolcificante a responso più veloce, ma che in linea di massima il gusto dolce viene accettato meglio dal pesce, velocizzando l'entrata in pesca delle esche. E questo è il motivo per cui TUTTE le esche Richworth del catalogo (più di 60 tipologie) erano dolcificate in maniera molto marcata!

Dopo questo breve ma concitato escursus storico...verrebbe da dirsi che effettivamente il dolcificante è un aiuto...ma è realmente così oppure c'è da approfondire ulteriormente?

Di fatto le esche Richwort e gran parte delle ready made fino agli anni '90 erano composte con mix 50\50 (Richworth che produceva anche per altr 5-6 grosse realtà), aroma di sintesi, stimolatore (minamino syrup) colorante e dolcificante. Si trattava di palline pronto pesca che differivano solo per gusto e stimolo legato all'aroma specifico, con tutto il resto uguale (salvo il colorante che però è blandamente attrattivo e solo sul piano visivo), esche da caccia senza prerogativa di nutrire.

La stessa Richworth, portando avanti ricerche molto efficaci e ben finanziate, arrivò a creare una nuova versione di palline moderne e super efficaci anche nelle acque continentali, sfruttano sinergie di gusto e di attrazione forti ma naturali (estratti, idrolizzati, concentrati di gusto, pool aminoacidici calibrati, appetizzanti sinergici etc) con la linea "PLEX" al cui sviluppo ebbi la fortuna di partecipare come tester ufficiale, che poi è la base della mia teoria delle Total boilies (Ti spiego bene il concetto qui, vai a leggere che è interessante). Queste nuove esche non avevano aromi di sintesi, nè edulcoranti (dolcificanti artificiali) per precisa scelta aziendale e ricerca, più pesca, che avevano dimostrato come fossero super efficaci anche senza queste sostanze e come, anzi, risultassero meno sospette e quindi più catturanti in acque pressate, 

E ribaltiamo quindi il concetto ? dolcificanti no!

Ma sarà vero? Alla fine DIPENDE e tutto può essere riassunto in queste considerazioni finali.

Se realizzo esche nutritive, strutturate con precisi e potenti ingredienti di gusto sia solidi (nel mix) che liquidi, l'attrazione intrinseca e l'abitudine che si crea nel pesce al gusto specifico (sapido, dolciastro, salato, purchè non amaro...) non rendono necessario e fondamentale che la pallina sia dolce.

Mentre esche classiche da "caccia" veloce, poco nutrienti, migliorano la resa se dolcificate, meglio se usando la thaumatina.

Ma che significa classiche? Significa esche non solubili come la moda del momento...nel caso di boilies che si sciolgono veloci, risulta non fondamentale l'uso del dolcificante.

Resterebbe il dubbio del dove e quando...

Diciamo allora che la chimica di sintesi sarebbe da evitare nelle acque super pressate, tipo laghi a pagamento, e per ciò che riguarda il quanto, diciamo che non è necessario dolcificare se pasturo a medio, lungo termine. 

A tal proposito chiudo citando una ricerca francese, molto nominata anche dall'amico Leon, che vede nell' NHDC (un dolcificante moderno) la scelta ideale per dolcificare boilies destinate alla pasturazione continuata, mentre si evidenzia come l'interesse per la Thaumatina venga meno nel pesce a lungo termine.

Spero di avervi intrigato con questo argomento e vi invito a seguire le dirette live del mercoledì iscrivendovi al mio canale youtube, magari condividendo i miei contenuti ed aiutandomi a farlo crescere. Per voi un minimo sforzo...per me un grande aiuto.

Se siete così interessati a contenuti riguardo gli ingredienti, vi ricordo che sono TUTTI trattati nel mio libro The bait guru che voi abbonati potete acquistare a prezzo veramente speciale.

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