La foto che accompagna questo mio scritto è un mix di tutte le palline che mi sono state offerte da appassionati self maker che mi hanno incontrato in fiera, a Carp Parma, sabato.
Considerando che ognuno me ne ha lasciate una dozzina come campione, mi ha stupito il grande numero di appassionati che rullano le esche in casa nel 2026 (senza contare che decine di pescatori si sono rammaricati che si aspettavano di sottopormi la loro esca top nella giornata di domenica), oltre all'assoluta qualità della produzione Italiana che può veramente fare scuola nel mondo del Carpfishing!
Da anni mi batto al grido di "VIVA IL SELF MADE!" e questa manifestazione di affetto così energica e tangibile è stata veramente una boccata di aria fresca in un momento complicato della mia vita, e per questo vi ringrazio tutti!
Fatta questa doverosa premessa, mi preme esprimere le mie considerazioni su questa nuova fiera specializzata visto che per me è stata la prima visita (l'anno scorso sono mancato per impegni personali inderogabili).
Ovviamente il mio è un parere da ex addetto al settore, slegato da ogni tipo di collaborazione con qualsivoglia azienda, e quindi libero da costrizioni "politicamente corrette" seppur legato alla mia incapacità personale di parlare male o "alle spalle".
Mi limiterò a parlare di esche sia pronte che di prodotti per il self, visto che questo è l'ambito principale dei miei scritti e dei miei canali social (instragram, facebook, youtube ed ovviamente questo sito) anche se ho visionato molta attrezzatura così per tenermi informato sul momento.
L'offerta dedicata alle ready made inizia ad essere pesantemente condizionata dalla regolamentazione mangimistica che ha fatto sparire dei giganti del passato, in funzione di una standardizzazione sempre più marcata. Le sostanze chimiche ed i prodotti che catturano di più non sono legali e quindi tutti i produttori si vedono costretti ad usare mix di base molto semplici e che magari rullano senza uovo fresco, utilizzando appetanti e stimoli che siano riconosciuti come salubri anche per l'allevamento animale. Questo significa che una volta usavamo sostanze pericolose per le carpe? ASSOLUTAMENTE NO! Semplicemente certificare un prodotto per un azienda che crea boilies è molto costoso e anti economico e solo pochi produttori possiedono le tecnologie e la capacità pratica di analizzare e formalizzare la procedura che attesti salubrità. In genere poi, la salubrità in versione mangimistica certifica esclusivamente che nelle carni dell'animale non rimangano residui della sostanza, a garanzia che la filiera alimentare sia sicura per l'uomo. Ma la normativa non differenzia più la pastura da pesca rispetto al mangime che si offre alle carpe per ingrassarle in vasca e questo è il risultato. In fiera, dei grandi marchi del passato ho visto solo Starbaits con uno stand autonomo. Il colosso Francese mi ha peraltro stupito con una nuova esca a base di crostacei con esteri della frutta " CRAYZI FRUIT " che mi è parsa molto familiare e vicina ai miei gusti...
Per il resto ho visto grandi stand di produttori italiani che presentano una scelta come sempre impostata in linee "baiting", hook bait etc. che si differenziano per colore e aroma impiegato, rispondendo alla grande voglia di novità e abbondanza di scelta pilotata dal pubblico.
Questo è uno dei punti su cui mi vorrei soffermare in merito al fatto che negli ultimi 10 anni, le aziende hanno perseguito (giustamente) obiettivi di marketing e di budget, in un mercato dove è venuta meno la capacità di saper scegliere e di valutazione dell'utente finale che invece era 20 anni fà, grazie alla grande cultura diffusa dagli antichi "forum tematici" di cui molti giovani non hanno neanche mai sentito parlare. Ed ecco quindi che ci troviamo di fronte ad una grande mole di acquirenti che valutano a "naso" le palline, scegliendo in base a criteri estetici e di packaging, invece che sfruttare le competenze dei tester o uomini immagine messi a disposizione. Passare in fianco ad uno stand e sentire consigliare "la banana, perchè è micidiale!" per me è una stilettata al cuore estremamente dolorosa. Cosi come mandare alcuni amici fidati a chiedere con che mix sono fatte le palline per sentirsi rispondere dal "consulente" dietro il banco che non ne ha la più pallida idea!
Ribadisco a scanso di incomprensioni, che molte aziende serissime hanno oggettive difficoltà a fare le palline come vorrebbero a causa di problematiche legislative quasi insormontabili.
Nel mucchio dei produttori italici, ci sono comunque realtà legate a grossi gruppi produttori di pet food che riescono a trovare soluzioni accettabili, pur nella difficoltà di non poter usare un sacco di derivati animali di comprovata efficacia, grazie ai mezzi di cui sono dotate.
Un altro punto che mi ha stupito è la massiccia presenza di KCB (primo produttore mondiale boilies, particles e prodotti dedicati al carpfishing OEM) soprattutto per ciò che riguarda barattolini da innesco, pop up, granaglie e boilies da prezzo, liquid food PVA friendly, e aromi standard, vendute a proprio marchio da innumerevoli negozi in fiera, e facilmente riconoscibili per sacchetti e barattolini (tutti uguali) su cui viene attaccato l'adesivo del cliente con logo etc. Una scelta certamente giustificata dal prezzo super economico offerto da questa mega azienda, unito ad ordini minimi gestibili anche per un semplice negozio al dettaglio.
Una qualità bassa che serve solo a tenere prezzi bassi dedicati a clienti senza alcuna capacità di distinguere la qualità e che quindi si basano solo sulla migliore offerta fiera.
Diciamo che per ciò che riguarda le palline ready made me lo aspettavo, ma trovare sempre più liquidi ed aromi prodotti da questa multinazionale è un pò una sconfitta per chi fa un self made serio e competente.
Tanti aromi sono cambiati, adattati alla legge e non costruiti per essere affidabili e potenti in pesca!
Anche qui si potrebbe comunque fare qualcosa di buona, ma lo sviluppo ha dei costi elevati, poco giustificati se i clienti annusano solo l'odore del boccino senza sapere cosa contiene...
e di conseguenza vedo poche speranze per un ritorno dell'alta qualità a breve.
Per fortuna molti di voi hanno iniziato a produrre da soli i liquid food, gli aromi, i predigeriti e anche le farine!
E questa cosa mi onora visto che è nata dai miei input e dalle mie ricette!
Farsi da soli anche gli attrattivi è una strada percorribile, certamente complessa, ma non difficile.
Di fatto non interessante per la massa, ma appetibile per chi cerca quel quid in più che fa la differenza, una differenza a volte abissale.
Ma forse Sergio Tomasella vuole insinuare che le moderne ready made non catturano?
OVVIAMENTE NO, anche perchè molte esche moderne, soprattutto quelle solubili o le pellet, sono certamente la scelta migliore per chi pesca poche ore senza pastura preventiva.
Io intendo dire che in un approccio mirato, nella ricerca dell'esemplare target, e considerando una anche minima preparazione del posto, un esca fatta bene FA' UNA DIFFERENZA INCREDIBILE e sono felice che molti carpisti che mi seguono ne siano divenuti consapevoli e che stiano iniziando a diffondere questa nuova cultura (tutte cose che negli anni '90 si erano capite).
Il self made mi è parso in rinascita rispetto a 10 anni fà, anche se non sono in tanti a crederci.
CBS è diventato un colosso del settore, come testimoniava lo stand incredibile all'entrata della fiera, ma nel 2026 mi giungono voci della nascita di altre 2-3 aziende che si occupano quasi esclusivamente dei semilavorati dedicati alla produzione di esche e pasture!
Così come stanno nascendo un sacco di rolling service, produttori piccoli o medi, che ovviamente puntano sulla qualità del prodotto e sulla competenza dei loro clienti.
Chissà se nella versione 2027 di Carp Parma ci sarà spazio per vedere anche queste realtà.
Quello che mi sento di consigliare a tutti gli imprenditori che vogliono puntare sul self, è di contribuire a fare informazione e cultura dell'esca perchè questa è la strada che porta al successo.
Molti in fiera mi hanno accolto prendendomi un pò in giro sul fatto che i "poteri forti" mi tengono d'occhio, come a indicare che insegnare ai carpisti a crearsi da soli le esche e anche mix, pasture, liquid food e aromi , possa essere dannoso per chi vende!
Eppure io ho visto un gran numero di self maker che mi seguono uscire con sacchi e borse piene di prodotti acquistati in fiera!
Come a indicare che un cliente consapevole è un cliente che spende bene i suoi soldi senza lesinare sulla qualità e con la predisposizione a pagare il giusto ciò che ha valore.
Volevo chiudere questo mio scritto elogiando la grande presenza femminile incontrata in fiera!
Tante ragazze, anche molto giovani, piene di energia ed entusiasmo!
Mi auguro che prima o poi io possa incontrare anche una grande appassionata di self che si fa le esche da sola! Ho raccolto alcuni rumors da questo punto di vista ma non mi posso esprimere in merito.
Una donna self maker top è ciò che ci manca...
Detto questo vi saluto e vi aspetto alla diretta live di martedì sera ore 21, dove risponderò alle vostre domande, anche inerenti alla fiera ed ai prodotti visti sui banchi espositivi.
