Ua richiesta fatta per scherzo dall'amico Stefano, che dopo un weekend di pesca fra amici si è ritrovato acciaccato a causa dei lanci e dell'uso prolungato del cobra, ed ecco qui un articolo tecnico sulla preparazione fisica del carpista, specialmente se agonista.
Ti dico una cosa che magari all’inizio può suonare strana:
se fai gare di carpfishing, sei uno sportivo. Punto.
Non importa se non stai correndo o sollevando bilancieri davanti a uno specchio. Quando sei in pedana e devi sparare un lancio lungo, preciso, magari dopo ore di gara… quello è un gesto atletico vero, e anche bello impegnativo.
Il problema è che tanti pescatori allenano solo tecnica e attrezzatura, e trascurano il corpo. Poi però si chiedono perché non arrivano a certe distanze, o perché dopo un po’ iniziano a perdere precisione.
La verità è semplice, il lancio è potenza che parte da terra e viaggia attraverso il corpo.
Da dove nasce davvero la distanza
Non sono le braccia. O meglio, non solo.
La forza vera parte da:
- * gambe
- * anche
- * core (addominali + lombari)
- * rotazione del tronco
Le braccia sono l’ultimo anello della catena.
Se sotto non “spingi”, sopra non succede niente.
E soprattutto: se il core non è forte e stabile, disperdi energia. È come avere un motore potente ma un telaio che si piega.
Il lavoro a casa: semplice, ma fatto bene
Adesso veniamo alla parte pratica.
Se mi chiedi: “Ok, ma cosa devo fare concretamente?”
Io ti rispondo: "poco, ma fatto bene e con continuità".
Ti basta un circuito a corpo libero, da fare a casa, 30 minuti al giorno.
Come funziona:
- 30–40 secondi di lavoro
- 8–10 secondi di recupero
- 1 giro = tutti gli esercizi
- 1 giro principiante, 2 giri medio, 3-4 giri avanzato
Stile Tabata adattato, quindi:
👉 lavori su forza esplosiva + resistenza muscolare
Circuito core + potenza (ordine corretto)
Segui questo ordine, non è casuale: si parte attivando, si costruisce e si chiude in esplosività.
1. Mobilità anche (hip opener dinamico)
Parti sempre da qui. Devi “sbloccare” il bacino, altrimenti tutto il resto è limitato.
2. Glute bridge
Attivazione della catena posteriore. Se i glutei dormono, il lancio perde potenza.
3. Affondi alternati dinamici
Qui inizi a mettere ritmo e coordinazione tra gambe e bacino.
4. Plank con shoulder tap
Stabilità del core. Devi imparare a controllare il busto mentre ti muovi.
5. Mountain climber
Core attivo + componente cardiovascolare. In gara serve anche resistenza.
6. Plank crunch in torsione
Questo è oro puro per il carpista.
👉 Qui alleni esattamente la rotazione che usi nel lancio.
7. Russian twist
Ancora rotazione, ma più dinamica. Controllo e velocità.
8. Side plank con rotazione
Stabilità laterale + controllo del movimento. Importantissimo per evitare dispersioni.
9. Squat jump (esplosivo)
Qui sprigioni potenza. Gambe + anche = distanza.
10. Burpees
Chiusura tosta. Ti abitui a spingere anche quando sei stanco (situazione reale in gara).
👉 Recupero breve, respiro controllato, movimenti puliti.
Non serve andare a caso: **qualità prima della velocità**.
Stretching: quello che ti salva la schiena
Se salti questa parte, prima o poi la paghi. Te lo dico senza giri di parole.
Bastano 10 minuti, ma fatti ogni volta.
Routine base:
Almeno 2 minuti di tenuta per esercizio
1. Stretching flessori dell’anca (in affondo)
2. Allungamento lombare (tipo posizione del bambino)
3. Rotazioni della colonna da sdraiato
4. Stretching gluteo/piriforme
5. Mobilità schiena (cat-cow)
👉 Questo ti serve per due motivi:
evitare mal di schiena
mantenere fluido il gesto del lancio
La palestra: il livello successivo
Se vuoi fare un salto di qualità vero, devi inserire almeno 1–2 allenamenti a settimana con i pesi.
NOTA BENE: ogni preparazione in palestra deve essere concordata e controllata dal trainer responsabile della sala
Non serve diventare un bodybuilder. Serve essere più efficiente e funzionale. è prima di tutto salute, quindi prestazione.
Lavora su:
- squat
- stacco
- esercizi di rotazione (tipo woodchopper)
- spinte sopra la testa
- lanci con palla medica
Ovviamente inserirai anche esercizi complementari sui rotatori della spalla, e per le braccia.
E alterna sempre con esercizi esplosivi:
- balzi
- burpees
- Jumping jack
👉 L’obiettivo non è solo essere forte.
È essere **veloce nel generare forza**.
Normalmente in palestra vedrai riposare e stare fermi fra una serie e l'altra...quasi tutti lavorano solo con finalità estetiche, spingono a cedimento (sarà vero?), a te non serve, fra una serie e l'altra aggiungi un esercizio dinamico, se ti piace anche la corda, creerai un recupero attivo che alza notevolmente la capacità di recupero e migliora la tua mobilità.
⚠️ Spalla e throwing stick: il problema che tanti sottovalutano
Qui ti parlo da trainer, ma anche da uno che queste cose le vede succedere spesso.
Il throwing stick è uno strumento fantastico per pasturare a distanza, ma ha un lato oscuro:
👉 se usato tanto e male, massacra la spalla.
Il gesto che fai quando lanci le boilies è:
- ripetitivo
- veloce
- con accelerazioni importanti
- spesso fatto senza recupero
Tradotto: è il modo perfetto per creare infiammazione.
🔥 Cosa succede davvero alla spalla
Nel tempo possono comparire:
- tendiniti della cuffia dei rotatori
- sindrome da impingement (conflitto subacromiale)
- borsiti
- nei casi peggiori 👉 calcificazioni tendinee
All’inizio senti solo un fastidio leggero.
Poi diventa dolore quando alzi il braccio.
Poi inizi a perdere forza e controllo.
E a quel punto… anche il lancio ne risente
🎯 Il vero problema
Non è il throwing stick in sé.
È che:
- lo usi tanto
- lo usi sempre uguale
- lo usi senza preparazione
👉 La spalla non è progettata per quel tipo di stress ripetuto senza compensazione.
🛠️ Prevenzione: lavoro di stabilità (prima di pescare)
Bastano 5–8 minuti, ma fatti sempre.
Routine pre-sessione:
-
Circonduzioni controllate delle spalle
Piccoli movimenti, lenti, per “lubrificare” l’articolazione -
Extra-rotazioni con elastico
Gomito vicino al corpo → attivi la cuffia dei rotatori -
Scapole: adduzione e depressione (elastico o a corpo libero)
Devi “mettere a posto” le scapole prima di usare il braccio -
Alzate a Y/T (anche senza peso)
Attivazione muscoli stabilizzatori posteriori
👉 Obiettivo: stabilità, non fatica
🔄 Dopo la sessione: scarico immediato
Qui fai la differenza tra recuperare… o accumulare problemi.
Routine post-lanci / pasturazione:
-
Stretching pettorale (contro muro o palo)
Il petto si accorcia → tira la spalla in avanti -
Stretching del deltoide posteriore
Braccio davanti al petto, mantieni la posizione -
Mobilità scapolare lenta
Movimenti controllati, senza carico -
Decompressione (braccio rilassato, oscillazioni leggere)
Serve a “scaricare” l’articolazione -
Auto-massaggio (se possibile)
Zona spalla e trapezio
👉 Bastano pochi minuti, ma sono oro.
❗ Segnali da NON ignorare
Se senti:
- dolore nella parte anteriore o laterale della spalla
- fastidio nei movimenti sopra la testa
- perdita di forza nel lancio
👉 non aspettare che passi da solo
Perché spesso non passa. Peggiora.
⚠️ Disclaimer importante
Questo protocollo:
- è pensato a scopo preventivo
- non sostituisce una valutazione clinica
- non è adatto in presenza di dolore già acuto o invalidante
👉 Ai primi segnali di fastidio è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante e/o a uno specialista (fisioterapista o ortopedico).
Intervenire subito significa:
- evitare stop lunghi
- prevenire danni più seri (come calcificazioni o lesioni)
Se vuoi pescare a lungo e bene negli anni, devi iniziare a ragionare così:
👉 non allenare solo il lancio
👉 proteggi il tuo corpo mentre lo fai
Perché alla fine, la miglior attrezzatura… sei tu.
La pedana: lì si vede tutto
Puoi essere allenatissimo, ma se non provi il gesto reale… manca un pezzo.
👉 Minimo:
1–2 allenamenti al mese in pedana
Servono per:
- trasformare la forza in tecnica
- migliorare timing e coordinazione
- testare le canne e capire come rispondono davvero
Attrezzatura: quanto incide davvero?
Qui bisogna essere onesti.
L’attrezzatura conta, e anche tanto.
Una canna di alto livello:
- carica meglio
- restituisce più energia
- ti può regalare anche 10–20 metri
Ma c’è un punto chiave:
👉 se il corpo non è in grado di sfruttarla, quella differenza non la vedi**
Facciamo una stima realistica:
- preparazione fisica + tecnica → 60–70%
- attrezzatura → 30–40%
Quindi sì, l’attrezzatura è importante.
Ma è **l’ultimo moltiplicatore**, non la base.
In chiusura
Se vuoi davvero migliorare in gara, devi cambiare mentalità.
Non sei solo uno che pesca.
Sei uno che:
- genera potenza
- controlla il movimento
- ripete il gesto sotto fatica
E questo si allena.
👉 Allenati poco, ma spesso
👉 Cura il core e la rotazione
👉 Non saltare mobilità e stretching
E vedrai che quei metri in più… iniziano ad arrivare davvero. 🎣
P.S...
So cosa vorranno dire in tanti...
Ci sono atleti da lancio in pedana con una bella "panza", non certo dei modelli fitness che scagliano un terminale lontano dalla vista!
Certo, quelli sono degli energumeni che hanno imparato a trasferire il loro peso nella rotazione e grazie a questo comprimono le fibre della canna all'inverosimile! Come gli atleti del power lifting, che non sono dei bodybuilder, non si vedono gli addominali, ma spancano carichi da paura!
Ma se non sei un energumeno ed hai una corporatura normale fidati, con l'allenamento puoi migliorare un sacco!
📊 Schema settimanale principianti (linea guida)
Prima di tutto una cosa importante, detta come te la direbbe un preparatore serio:
👉 questa è solo una linea guida generale
👉 va sempre adattata e validata dal tuo trainer
Ogni persona ha livello diverso, eventuali problemi (schiena, spalle, anche), capacità di recupero proprie.
Quindi: porta questo schema in palestra e costruiscilo insieme a chi ti segue.
🗓️ Esempio settimana tipo
Giorno Allenamento
Lunedì Circuito corpo libero (core + mobilità)
Martedì Riposo attivo (camminata / mobilità leggera)
Mercoledì Palestra (forza base + tecnica)
Giovedì Circuito corpo libero
Venerdì Riposo
Sabato Palestra (forza + esplosività leggera)
Domenica Riposo / mobilità
🎣 Tecnica di lancio
Per un principiante anche 1 uscita al mese in pedana è già ottima.
Serve più che altro a prendere confidenza, capire il movimento, evitare errori che poi ti porti dietro.
Ovviamente più sessioni aumentano l'efficacia nel comprendere il gesto, ma ricordati che se non c'è nessuno che ti guarda, magari esperto e in grado di correggerti, ti devi filmare per poi rivedere e cercare di capire i tuoi limiti per migliorarli.
⚠️ Nota importante (da non saltare)
Questo schema non è personalizzato, non tiene conto di eventuali infortuni o limitazioni, non sostituisce il lavoro di un professionista.
👉 Il passo giusto è parlarne con il tuo trainer e descrivere l'esigenza del gesto tecnico di lancio. Se non è un pescatore fagli vedere il video, oppure mostra questo articolo.
Da lì costruite qualcosa di davvero efficace.
Altrimenti vieni in palestra da me e lavoriamo sul serio!
