AMUR (ERBIVORE)
La carpa erbivora (amur) è un ciprinide che poco ha a che fare con le carpe, se non l'essere preda ambita per tanti carpisti!
Nei canali del nord italia ed in alcuni laghi del centro, rappresenta il target fish in termini di taglia e combattività. L'approccio in pesca deve tenere in considerazione il fatto che questi animali hanno metabolismo, organi di senso ed abitudini molto differenti dalle classiche carpe e questo obbliga ad approcci differenziati e specifici.
Il suo nome determina l'area specifica da cui proviene (fiume Amur in Cina) e l'appellativo "erbivora" la dice già lunga sulle sue abitudini alimentari.
Questo pesce è molto sensibile alle temperature ed ha un metabolismo che tende a spegnersi sotto i 15 gradi (fatte salve eccezioni di pesci che vivono in ambienti con poco nutrimento, ma questo lo vediamo tra poco) mentre raggiunge l'apice anche a 30 e più gradi, offrendo quindi le migliori opportunità di cattura dei grossi esemplari dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, con l'apice nei caldi mesi estivi.
Il suo metabolismo è certamente adattato al fatto che la primavera e l'estate offrono le maggiori opportunità alimentari (semi dei pioppi, germogli delle canne palustri, foglie dei salici, alghe e microalghe e anche cibo proteico di origine animale che non viene disdegnato), per questo motivo ne parlo in questo mese incentrato sul carpfishing estivo.
Ci sono molti aspetti specifici che andremo a trattare, partendo dal metabolismo del pesce e dalla sua sensibilità specifica agli stimoli chimici ed alimentari che lo differenziano dalla carpa comune.
Facciamo subito una distinzione fra acque ricche di nutrimento e acque povere, differenza che è facile interpretare osservando la forma dei pesci catturati, pieni e pancioni nelle prime, lunghi, affusolati e stretti nelle seconde.
Un pesce che ha abbondante nutrimento riesce a raggiungere grosse taglie in tempi relativamente brevi e risponde a stimoli molto specifici legati soprattutto a pasture ed esche di origine vegetale, mentre i pesci molto magri possono essere catturati un pò su qualsiasi esca , boilies fishmeal incluse!
Quando non c'è da mangiare ogni risorsa diventa accettabile...ma questo vale per tutti i pesci, Amur inclusi.
Ovviamente tratteremo approccio ed esche dedicate al primo caso, anche perchè un cacciatore di erbivore che si rispetti punta al grosso target che spesso è over 20 o addirittura over 30!
L'osservazione ambientale aiuta a determinare alcuni importanti parametri, tipo la presenza di canneto, di alghe filamentose come la millefoglie d'acqua, e di tutta quella vegetazione in grado di offrire riparo ed alimento ai pesci. Purtroppo la taglia degli animali è data anche dalla loro presenza più o meno numerosa e questo richiede una conoscenza della popolazione locale.
L'Amur ha un apparato sensoriale legato al gusto ed olfatto molto meno sviluppato della carpa e poco reattivo verso gli stimoli amminoacidici e amminici, più interessato agli zuccheri e alla clorofilla (che è uno dei migliori attrattivi specifici). Anche le fermentazioni non stuzzicano più di tanto la nostra agognata preda e, per questo motivo, la pasturazione e le esche specialistiche differiscono da quelle per le grosse carpe.
Il senso della vista è invece sviluppatissimo e questo richiederà degli accorgimenti nella scelta del colore delle esche e della pastura e nella discrezione dei terminali.
Per fortuna quando questi grossi pesci entrano sulle abbondanti pasturazioni perdono molta diffidenza e non vanno troppo per il sottile!
Le loro abitudini alimentari sono prettamente diurne con apice verso le prime ore di luce e le fasi pre-crepuscolari. Nulla vieta che si alimentino anche di notte se trovano un abbondante giacimento di cibo, però l'impossibilità di usare bene la vista li rende più maldestri nell'afferrare il cibo creando i presupposti per allamate irregolari con elevate possibilità di slamatura.
Le abitudini diurne ne permettono la pesca anche nelle ore più calde del giorno, tenendo però bene a mente che si tratta di animali meno confidenti e più schivi delle carpe, con vista finissima e una lunga linea laterale che li rende più sensibili delle carpe a rumori e vibrazioni nell'acqua. Si tratta quindi di avere un approccio molto mimetico e silenzioso per non vedere vanificare gli sforzi profusi. Canne non troppo sporgenti sull'acqua, fili non troppo tesi e abbigliamento e campo base mimetici, sono la regola per i cacciatori di grosse erbivore durante il giorno.
Pel lo stesso motivo le esche contrastanti, bianche o gialle e di piccole dimensioni (come le particelle alimentari normalmente presenti in natura) rappresentano la soluzione ideale venendo predate e morse "a vista". Come sempre risulta fondamentale il corretto funzionamento del terminale.
Gran parte dell'efficacia dell'azione e del successo della cattura, si devono all'uso di harware e attrezzi specifici.
Partendo dalla canna, si devono prediligere attrezzi potenti ma parabolici, in grado di ammortizzare le ripetute fughe che queste "torpedini" producono, risultando dei combattenti fieri e micidiali. La loro accelerazione è superiore e di molto, a quella della carpa! Provate a pensare cosa può produrre questo corpo affusolato a forma di siluro, abbinato alla spinta della grande e potente coda!
La lenza ideale è quindi il monofilo di nylon di diametro mai inferiore allo 0,35 e dotato di grande elasticità!
L'apparato buccale coriaceo e concepito per mordere necessita di terminali molto efficienti nell'allamare immediatamente, come i D rig, Ronnie rig, ed i 360° rig in genere, abbinati ad ami di provata robustezza con punta in linea, non disassata ne rientrante. Anche il Crazy D rig è molto valido, a patto di tenere l'esca vicina al gambo dell'amo.
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L'esca bilanciata o pop up sollevata di poco è sempre una scelta preferibile all'affondante perchè aiuta il pesce a portare il nostro terminale in punti della bocca consoni ad un buon appiglio. Le piccole dimensioni aiutano a far penetrare bene il tutto all'interno delle labbra ed un amo piccolo, ma dal filo molto robusto, ha molte meno possibilità di aprirsi durante le fughe del nostro avversario.
Il materiale ideale per realizzare il combi rig è il fluoro carbon molto robusto che garantisce invisibilità durante la pesca diurna ingannando la vista delle Amur. In acque torbide o durante le ore notturne si possono tranquillamente usare trecciati, meglio se ricoperti con anima veramente morbida, che verranno spellati di pochi cm. alla fine per creare un evidente effetto rotazione.
Il piombo deve essere il più grosso possibile per favorire il primo impuntamento dell'amo stesso con una certa energia.
Qui si apre un paradosso, perchè le fughe veloci possono far sobbalzare la grossa zavorra (se non è previsto che si sganci) fungendo da leva per la slamata, soprattutto quando alla fuga, segue il "venire incontro", strategia che crea un bando nel filo (Le Amur sono solite anche mangiare in avvicinamento procurando una calata di swinger invece che la classica partenza).
Gli unici modi per ovviare a questo problema sono l'uso di clip a sganciamento facilitato del peso, oppure l'uso di piombi inline affusolati che sono meno propensi a sobbalzare.
Ovviamente la scelta migliore quando si cala sotto le erbe non lontano da riva è l'uso del grosso sasso a perdere!
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Per completare la lista degli attrezzi dedicati a questa pesca specifica, non bisogna dimenticare un grosso guadino munito di rete ad alta resistenza anti-amur! Si tratta di reti a maglia fine e doppio filo che resistono allo sfondamento provocato dal muso a punta dell'erbivora che si infila nella maglia quando il pesce parte prepotente per l'ultimo fatale tentativo di fuga.
Chiudono il corredo un materassino molto ampio e facilmente lavabile (le Amur puzzano molto, ragazzi!) ed un secchio con cui tenere sempre acqua a disposizione, pena la morte del delicato animale!
L'Amur ha infatti una resistenza fuori dall'acqua ridicola rispetto alla carpa e, considerando che si pescano durante i mesi estivi, il rischio di ammazzarli è concreto!
Vanno sempre rilasciati con gran calma, preferibilmente entrando in acqua con loro, massaggiandoli sulla pancia per favorire l'espulsione dell'aria ingerita, che non permetterebbe loro di andare sott'acqua e nuotare una volta rilasciati.
Io mi sono trovato una volta in vita mia a riossigenare un Amur di 22 kg. per più di un ora, motivo questo che mi spinse a rinunciare alla loro ricerca specifica.
Le aree ideali per cercare di catturarli sono i fondali nei pressi di anse densamente vegetate, dove vi sia presenza di alberi con la chioma ombrosa sporgente verso l'acqua dove i grossi pesci stazionano nelle ore più calde se non disturbati. In presenza di eccessivo movimento sulle sponde, le anse tornano buone verso il tramonto, di notte, e soprattutto nei momenti di transizione verso l'alba. Generalmente un "cacciatore" di carpe erbivore, dovrebbe mettere la sveglia verso le 4 di mattina, prima dell'alba, per verificare i movimenti, le bollate e le increspature sospette che possono fare identificare la presenza dei grossi esemplari intenti a nutrirsi di vegetazione. Poi potremo recuperare il sonno perduto con delle belle pennichelle sotto le frasche durante il giorno.
LE ESCHE E LA PASTURAZIONE
L'argomento esche e soprattutto pasturazione, merita attenzione particolare.
Vi dico subito che non parlerò di boilies specifiche perchè le palline non sono la scelta ideale se si guardano i costi/benefici!
Le esche realizzate con mix birdfood e nutty, ricche di CSL (anche 200 ml. per kg.) e aroma fruttato a dose massima (vista la minor sensibilità chimica delle erbivore) rappresentano le scelte più semplici.
Io ho elaborato mix ed esche specialistiche per le erbivore e le ho pubblicate nei miei libri precedenti, conscio che ci sia comunque chi vuole ostinarsi a pescare con le palline. vi riporto quindi pari, pari, l'esca che ormai ha un decennio di grosse catture certificate sulle spalle, traendola direttamente dai libri:
Durante la stesura di questo libro (The Bait Guru n.d.r.) ho ricevuto molte richieste per lo sviluppo un’esca specifica per la carpa erbivora, un animale sostanzialmente differente dalla carpa per voracità, apparato buccale e modo di alimentarsi.
Questo grosso pesce di origine cinese ha un metabolismo molto veloce, significativamente legato alla temperatura dell’acqua e alla disponibilità stagionale di germogli e piante, di cui si ciba avidamente, arrivando a strappare le foglie dagli alberi sulla riva.
Per queste caratteristiche l’Amur, nei mesi più caldi, si nutre di tutto e si può catturare su qualsiasi esca dedicata alla carpa, anche i fish mix più proteici e performanti. Di conseguenza non ho mai avuto la necessità di studiare esche specifiche per questo pesce così facile da stimolare.
Non sono neppure mai stato un estimatore della pesca alle erbivore, che considero animali molto difficili da maneggiare e più delicati delle carpe comuni, ma se dovessi pensare ad un approccio mirato, valuterei più la strategia complessiva che non l’esca nel dettaglio.
Cercherei di pasturare ampie porzioni di sponda nel sotto riva ombreggiato, con granaglie di varie dimensioni, fra cui suggerisco la canapa, i maple peas ed il mais, miscelandoli con il mangime in pellet per gallina ovaiola, che crea un alone di amidi e zuccheri attrattivi per questo pesce.
Se l’azione di pesca è specifica, gli inneschi saranno a base di aglio fermentato nel miele, cuore di palma e il mais stesso, curando molto la presentazione e il rig, costruito preferibilmente in fluorocarbon, con lunghezza compresa fra 10 e 20 cm, molto mobile e armato di un amo a gambo lungo di buone dimensioni.
Questo perché, a volte, non si catturano le Amur a causa del differente modo di mangiare, mordendo e non aspirando, che andrebbe assecondato da una presentazione con l’esca molto vicina all’amo e sollevata dal fondo di qualche centimetro.
Volendo portare avanti un discorso più tecnico sulla creazione di boilie dedicate alla pasturazione, possiamo provare a sviluppare il discorso per dare uno spunto di ragionamento su cui poi aprire la mente anche verso altri progetti più coinvolgenti e funzionali.
Dividiamo il lavoro in tre: lo studio del mix, la parte attrattiva e gli inneschi.
Analizzando il metabolismo della carpa erbivora, le sue preferenze alimentari e la stagione di riferimento, possiamo definire come ideale una miscela molto nutritiva basata principalmente su farine vegetali e amidi, con una buona quota di grassi che alzino le calorie disponibili.
Il nostro mix sarà un bird food basato su pastoncino tecnico, arricchito di ingredienti nutty e addizionato di grassi vegetali interessanti per il pesce.
La base della struttura sarà un pastone Happy bird: il Gemma Bianca della linea Classic, che presenta un contenuto lipidico interessante rispetto ad altri prodotti più tecnici.
Alla soia tostata spetterà l'apporto di proteine e fosfolipidi e il fumetto di mais controllerà la parte unta del pastoncino.
Completerà il tutto il latte scremato in polvere, al quale affideremo la parte strutturale della boilie cotta.
Il nutrimento del mix sarà composto di farina di mandorla dolce, proteine isolate della soia e germe di grano.
L'attrattiva solida sarà affidata alla clorofilla in polvere, al fieno greco e alla farina di banana; mentre quella liquida alla clorofilla, all’ olio di canapa, all’aroma banana e all’olio essenziale di aglio.
Una seconda variante di attrazione potrebbe essere affidata alla farina di frutta (preferibilmente di frutti rossi), all’estratto di cranberry concentrato, all’olio di avocado, all’aroma tutti frutti e all’olio essenziale di ylang ylang.
Due versioni differenti, per coprire un ampio spettro di esigenze e preferenze personali.
Il mix sarà così composto:
-30% di pastoncino Gemma bianca linea classic
-20% di soia tostata
-15% di farina di mandorla dolce
-10% di fumetto di mais
-10% di latte scremato spray
-10% di germe di grano
-05% d’isolato di soia
L'attrattiva solida extra-peso prevede 20 grammi di clorofilla in polvere, 20 grammi di farina di banana e 10 grammi di fieno greco per chilogrammo.
Per realizzare le boilies utilizzeremo 50 ml. di CSL, 50 ml. di clorofilla liquida, 20 ml. di olio di canapa, 7ml. di aroma banana, 2 gocce di olio essenziale d’aglio, 7 ml. di dolcificante intenso e uova Q.B.
Nella seconda variante l'extra peso prevede 50 grammi di farina di frutti rossi e 5 grammi di vitamina C in polvere.
Per realizzare le boilies 100 ml. d’estratto concentrato di mirtillo rosso (cranberry), 20 ml. di olio d’avocado, 7 ml. d’aroma tutti frutti, 2 gocce d’olio essenziale di ylang ylang, 7 ml. di dolcificante intenso e uova Q.B.
Gli inneschi meritano una menzione a parte perché conviene preparare delle pop up molto galleggianti, con cui pescare in sospensione sul letto di pastura preparato con le particle e le altre boilies.
Per realizzare questi inganni useremo un normale pop up mix commerciale, selezionando fra quelli che rullano senza necessità di uovo, e lo impasteremo direttamente con la clorofilla liquida oppure l’estratto di cranberry.
Inseriremo la parte aromatica, escluso l’olio, raddoppiando la dose rispetto alle esche normali e cuocendo a vapore per mantenere tutta la potenzialità.
CLICCA QUI PER UN ALTRA RICETTA DI BOILIES PER AMUR POSTATA SUL BLOG
Chiuso l'argomento boilies, passiamo ad un insieme di esche e strategie che rappresentano l'ideale per insidiare le erbivore partendo dal fatto che la pasturazione preventiva aumenta di molto le possibilità di successo sfruttando il metabolismo spinto ai massimi livelli che caratterizza questi animali quando l'acqua supera i 25 gradi. Più mangiano e più vogliono mangiare! Questa è la regola di base che determina il successo delle nostre azioni di pesca. L'erbivora infatti, quando consuma una risorsa alimentare specifica, di buon valore nutritivo e presente con continuità, si adatta e specializza nella digestione di quella sostanza. Per questo motivo diventa sempre più abile a metabolizzarla e, di conseguenza, più golosa ed interessata nella ricerca specifica.
Le pasturazioni con buone quantità (10-20 kg. di pastura alla volta) protratte per almeno 5-10 episodi, distanziati non più di due giorni fra loro, sono la strategia che paga in assoluto di più in termini di numero e taglia delle catture.
Ricordo che un Amur in salute può guadagnare anche 5 kg. di peso in un mese se ottimamente alimentato. Questi pesci tendono infatti ad avere variazioni anche del 15% del peso fra inverno ed estate. Questo non significa che aumentano e basta, semplicemente tendono ad essere più pesanti e famelici nel periodo caldo se trovano nutrimento.
Come esca e strategia di pasturazione, inizio con la tiger nuts che abbiamo visto nell'articolo precedente a questo a cui vi rimando scorrendo appena sotto a questo(e relativo video che puoi vedere CLICCANDO QUI).
La seconda opportunità di pastura che presento si effettua usando il riso, acquistando quello dedicato all'alimentazione animale (rotture di riso per cani) oppure quello a basso costo da discount. Il riso si fa bollire senza ammollo in abbondante acqua per il tempo di cottura indicato dal produttore (meglio qualche minuto in più) e lasciandolo poi coperto dalla sua acqua come si fa con il mais per qualche giorno. Il riso è una piccola particles che si impasta facilmente in palle più o meno compatte, favorendo quindi la pasturazione. Il suo colore bianco lo rende molto contrastante col fondo spingendo i pesci a trovare ogni chicco, su questo letto di pastura si pesca con piccole pop up bianche da 10 mm.
TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SUL RISO QUI
La terza opportunità è offerta dal mais, lasciato in ammollo almeno 2 giorni e bollito un paio d'ore (fino a che i chicchi scoppiano). La statistica mi insegna che per le grosse Amur è meglio solo bollito, NON fermentato. Questo è facile da spiegare a causa della scarsa efficacia attrattiva delle ammine su questo pesce (ammine che si producono dalla fermentazione della parte proteica del mais). Per lo stesso motivo è inutile aggiungere altri costosi ingredienti tipo liquidi amminoacidici etc.
La quarta opportunità, la mia preferita, prevede di costruire una pastura composta di fioccato di mais zootecnico, pane vecchio e farina precotta di mais per polenta in parti uguali (molti usano solo i primi due ingredienti). Questa pastura verrà impastata con un liquid food molto efficace realizzato fermentando ortica e erba medica.
La preparazione è semplice, basta raccogliere abbondanti ortiche, erba medica e qualche spicchio di aglio frullato, e metterle a macerare in acqua è zucchero (100 grammi di zucchero ogni litro d'acqua) creando una poltiglia che verrà fatta fermentare in un vaso in luogo caldo per almeno 4-7 giorni.
Con il liquido denso di risulta, impasteremo la pastura creando palle della dimensione di un arancia, da lanciare nello spot prescelto per 4-5 volte prima della pescata.
L'esca ideale con cui pescare sopra questo letto di bontà sarà lo spicchio d'aglio fermentato nel miele, ricetta molto collaudata già presentata nei miei libri e blog, oppure un semplice spicchio di aglio crudo (meno efficace). Oltre ovviamente alla solita piccola pop up bianca fortemente aromatizzata all'aglio.
CLICCA QUI PER LA RICETTA DELL'AGLIO FERMENTATO NEL MIELE
Questa pastura preventiva è ovviamente utilizzabile anche in sinergia con le altre, basta semplicemente aggiungere alle palle il riso cotto, oppure il mais (nel caso dell'aggiunta di mais si pescherà con mais pop up o piccola boilie pop up gialla).
Anche la banana fermentata offre ottime possibilità, frullandola per impastare la solita pastura da fondo composta da fioccato+pane, innescando un cubetto di banana non troppo matura o piccole pop up alla banana.
CLICCA QUI PER LA BANANA FERMENTATA
Chiude la lista delle super baits per erbivore la nocciolina americana (l'arachide) e la soia, due legumi molto nutrienti di cui parlerò nel prossimo articolo dedicato all'estate.
Vi ricordo che all'articolo seguirà un video dove cercherò di farvi un sunto di quanto scritto cercando di offrire ulteriori spunti di riflessione.
