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La combo perfetta

Nei primi anni novanta, quando ho cominciato la mia avventura nel mondo del carpfishing, gli attrezzi specialistici erano pochi, molto costosi ed esclusivamente made in England. Nel corso di quel decennio pionieristico iniziarono a essere prodotti i primi attrezzi Italiani e la disponibilità sul mercato aumentò in maniera esponenziale, nonostante i prezzi si mantenessero su parametri decisamente elevati.

Era abitudine comune quella di attrezzarsi di più “batterie” di canne e mulinelli, per riuscire ad affrontare ambienti molto differenti e coprire quindi esigenze tecniche di pesca diametralmente opposte.

Ovviamente era tutto da scoprire e quindi si doveva necessariamente sperimentare sbagliando, a volte, le scelte tattiche e di materiali.

Oggi c’è un problema differente legato all’enorme disponibilità di materiali e alla tendenza di seguire delle mode adattate a pesche piuttosto specialistiche come le competizioni oppure la ricerca dei pesci trofeo in ambienti molto grandi.

Trovandomi nella necessità di attrezzarmi di nuovo e forte dell’esperienza accumulata negli ambienti più disparati, mi sono reso conto che il mercato offre opportunità eccezionali a prezzi davvero convenienti per chi vuole farsi un’attrezzatura “All round”, adatta cioè ad affrontare l’80% delle possibilità di pesca che offre la nostra penisola.

E voglio condividere con tutti voi i ragionamenti e le scelte che ho deciso di portare avanti.

Questi ragionamenti possono risultare interessanti per il neofita che inizia da zero, oppure per il pescatore già formato di altre tecniche, che vuole costruire un bagaglio di attrezzi che consentano di provare il carp fishing (ma non solo) adattando strumenti che si possono utilizzare anche in altri ambiti.

La mia voglia di ri-cominciare parte da due sole canne, in realtà se si escludono i miei primi 10 anni di pesca, io ho sempre portato con me una batteria composta dalla coppia, ritenendo il contesto a 3 canne inutile nella maggior parte dei casi e decisamente superfluo nei casi specifici di pesca in fiume o canale.

Due canne per avere un approccio più snello e veloce ma performante perché comunque consente di provare due esche diametralmente opposte come attrazione e stimolo (esca attrattiva e food bait), concentrando di più l’attenzione sulla singola calata e sulla scelta dello spot. Mi spiego meglio su questo ultimo concetto: spesso ho incontrato carpisti che mettevano in pesca 6 canne, utilizzando la licenza del figlioletto portato appresso, solo per giustificare l’esubero di attrezzatura. Più canne in acqua=maggiori possibilità di cattura! Dipende…e anzi, se rivediamo il teorema pensando alla maggior confusione di fili in acqua, anche no! Tornando al nostro pescatore di esempio, mi sono reso conto che più canne devi calare e più casuale diventa l’azione, tanto è vero che alla fine l’ultima viene lanciata “a caso” per giocarsi l’effetto fortuna.

Quindi due canne da mettere in pesca nel migliore dei modi possibili!

Per sfruttare tutte le occasioni possibili, servono canne nervose ma agili, in grado di divertire con pesci di media taglia e contenere i grossi esemplari che si gettano in corrente, il tutto mantenendo un ottimo controllo dalla barca (per quelle volte che si potrà pescare calando il terminale da natante) e una buona capacità di lancio.

Per mia esperienza personale la scelta cade su canne da 10 piedi, 3 libbre o 3,5 a seconda del nervosismo del modulo di carbonio utilizzato nel fusto.

Ci sono molte possibilità accattivanti sul mercato e devo dire di essere stato tentato da molti modelli disponibili, fra cui le nuovissime Eclisse Leon/Big Fish, appena arrivate in negozio e veramente molto belle.

Alla fine ho scelto, su consiglio del mio negoziante di fiducia e sfruttando un’opzione vantaggiosa su materiale in offerta, due Shimano specimen TX2 con un ottimo carbonio XT 60 rapido e molto resistente e un manico full cork bellissimo e decisamente "vintage” come piace a me.

Con questa canna, oltre ad un ottimo carpfishing in cava, canale, fiume e lago (con range fino a 200 metri), posso pescare il Luccio in diversi modi, il siluro con le gomme e fare anche due lanci onesti in mare alla foce.

Il mulinello è l’attrezzo che più adatta la canna a un utilizzo variegato. Con attrezzi così leggeri ed eleganti, non volevo andare oltre i 500 grammi, garantendomi una capacità di filo di circa 300 metri, una buona capacità di lancio e una robustezza adeguata a combattere prede ben più ostiche delle grosse carpe (tipo i lucci che vanno portati velocemente a riva, oppure i siluri).

La scelta è caduta, sempre su consiglio del buon Fabio Boscolo, su un gioiellino di Daiwa destinato allo spinning impegnativo anche marino, il BG nero taglia 4000 (oppure 5000).

Montato con una treccia Power pro da 8 fili, diametro 0,28, ho caricato l’intera bobina da 275 metri, che mi permette quindi anche un long range etico nell’ordine dei 200-250 metri (a seconda della taglia del mulinello scelta) e di riuscire a lanciare agevolmente a 90 metri un piombo da 100 grammi e relativo innesco (prova fatta in campo).

Il binomio canna + mulinello è risultato bilanciatissimo, snello ed elegante come mi aspettavo, realizzando un notevole valore aggiunto di natura estetica alla scelta fatta.

Completano il mio nuovo set up due foderi singoli di Trekker che mi permettono un trasporto agevole anche con la piccola vettura con cui di solito mi muovo per lavoro e che farebbe fatica ad accogliere fagotti di dimensioni maggiori.

Ricapitolando, con una cifra con cui 10 anni fa avrei comprato una singola canna (senza mulinello), mi sono rifatto un’attrezzatura che definire di base è riduttivo, perché potrei tranquillamente affrontare tutte le pescate che facevo all’epoca con ottime garanzie in termini tecnici per quello che riguarda i materiali e le strategie di pesca.

Con questa eccezionale combo, sono pronto a ricominciare con qualche pescata a lucci, con shad e gomme di buone dimensioni, mi posso permettere qualche bella pescata sul fiume Sile, dove ho ancora un paio di target fish che mi mancano all’appello e se per caso, ci scappa qualche giorno di vacanza in riva ad un bel lago, potrei anche imbastire una sessione di più giorni.

 

Il carp fishing è una pesca a fondo adattata alla preda specifica, che è un pesce semplice da ricercare, indurre ad alimentarsi e catturare. Da questo punto di vista, non vedo perché complicarsi la vita per quello che riguarda gli attrezzi, in un mercato globale che offre di tutto e di più.

Vi lascio le foto degli attrezzi nella gallery